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Promozione della salute organizzativa nelle Aziende Sanitarie in tempi di crisi.
A cura della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), MAGGIO 2015

Lo stress lavoro correlato in Italia interessa il 25% dei lavoratori.

Il contributo riferisce i dati di oltre quattro anni di lavoro in 19 tra ASL e Ospedali sul “benessere organizzativo”, che ha consentito almeno 3 miliardi di risparmio in Sanità.. Al progetto ha partecipato anche la Boehringer Ingelheim Italia.

Partendo da una check-list di “eventi sentinella” del rischio stress lavoro correlato si è rilevato il livello di benessere psicologico in un campione significativo (66 mila lavoratori sanitari), provvedendo in seguito ad attuare una serie di azioni mirate a migliorare l’ambiente lavorativo sotto tutti gli aspetti, da quello motivazionale a quello ambientale e di attenzione ai problemi sociali e familiari.

I risultati sono stati sorprendenti: la lotta allo stress in ASL e Ospedali ha portato a una riduzione delle assenze per malattia pari a circa il 30% (favorita verosimilmente da una forte visione soggettiva del proprio stato di stress), il che ha contribuito a migliorare sensibilmente la produttività.

Vengono riportati le principali cause dello stress lavoro correlato in sanità (carichi di lavoro, inefficienza organizzativa, blocco delle assunzioni) e i fattori “anti-stress” intesi come variabili del benessere organizzativo (abilità, capacità di risorse, chiarezza del proprio ruolo, capacità di fronteggiare gli eventi avversi, soddisfazione lavorativa, condivisione degli obiettivi, senso di comunità, conciliazione lavoro-famiglia, cambi di mansione, trasferimenti).

Le varie strutture sanitarie che hanno partecipato al progetto hanno illustrato le loro iniziative anti-stress, ivi compreso il fattore “maternità” (lo stato di gravidanza può diventare un fattore di stress lavoro-correlato). Si è tenuto conto anche della percezione del problema da parte dei Direttori Generali delle Aziende, considerando la loro disponibilità a favorire la conciliazione fra vita e lavoro (flessibilità in entrata e in uscita, rimodulazione del part-time, asili per i figli dei dipendenti).

L’analisi condotta nei quattro anni di lavoro indica come siano importanti la promozione della salute e soprattutto la socializzazione dei metodi occupazionali ottimali. L’obiettivo è ora la messa in rete delle buone pratiche realizzate, dell’attività di screening preventivi e dei programmi di inserimento dei nuovi assunti, volti al benessere organizzativo nelle strutture sanitarie.

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